D.LGS.231/01 SILENZIO DELLA RIFORMA SULLA FIGURA DEL LEGAL COUNSEL INTERNO
La Riforma del D.Lgs. 231/01, se da un lato è intervenuta rafforzando numerosi aspetti della normativa quali l’estensione del catalogo dei reati presupposto e l’aggiornamento del sistema sanzionatorio, dall’altro ha ignorato la disciplina di una figura che, in realtà, rappresenta il primo presidio della legalità nelle grandi imprese, ovvero il legal counsel interno.
Tale figura riveste infatti un ruolo centrale, dal momento che si occupa di redigere i modelli organizzativi, di vigilare sulla loro corretta osservanza, di dialogare con l’Organismo di Vigilanza.
È evidente, quindi, che il silenzio della riforma sul punto rappresenti una vera e propria lacuna, in quanto la figura del legal counsel interno rimane priva di tutele specifiche sul piano processuale.
Tale vuoto normativo crea una evidente asimmetria rispetto alla figura del legale esterno cui l’art.103 c.p.p. riconosce un’importante tutela sotto l’aspetto delle comunicazioni tra difensore e assistito. Nel caso del legal counsel interno, invece, comunicazioni, pareri e attività interne di compliance possono essere acquisiti dall’autorità giudiziaria con effetti disincentivanti sulla trasparenza e sull’efficacia dei controlli interni.
Solo il riconoscimento di una tutela funzionale e processuale per il legal counsel interno potrebbe consentire di rafforzare l’effettività della compliance e l’effettività del diritto di difesa.
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Dott.ssa Concetta Sferrazza