D.LGS.231/01 MODELLI ORGANIZZATIVI LA NUOVA SFIDA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La legge 132/2025, volta ad introdurre nel nostro ordinamento una regolamentazione in materia di adozione e applicazione di sistemi e modelli di intelligenza artificiale, interviene sul sistema penale al fine di individuare e prevenire i rischi derivanti da un utilizzo illecito dell’IA.
Le novità rilevanti ai fini del D. Lgs.231/01 riguardano, da un lato, la modifica di alcuni reati presupposto il cui ambito di applicazione viene ampliato al fine di ricomprendervi ipotesi di illecito utilizzo di sistemi di IA; dall’altro, la previsione di una nuova aggravante comune applicabile laddove il fatto sia stato commesso “mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, quando gli stessi, per la loro natura o per le modalità di utilizzo, abbiano costituito mezzo insidioso, ovvero aggravato le conseguenze del reato”.
Con l’approvazione, il 10 giugno scorso, dei primi decreti attuativi della legge in esame, si pone il problema di adeguare la nuova normativa all’ambito della responsabilità amministrativa dell’ente derivante da reato, la cui disciplina è stata costruita interamente sulla base dell’operato umano.
La risposta non può ovviamente limitarsi all’introduzione di nuovi reati ma deve passare attraverso un adeguamento del modello organizzativo che deve prevedere una valutazione preventiva dei rischi, la tracciabilità dei sistemi impiegati e, soprattutto, una reale supervisione umana.
Soltanto in questo modo sarà possibile evitare che l’algoritmo si trasformi in un alibi o nel presupposto di una responsabilità automatica.
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Dott.ssa Concetta Sferrazza